I volontari bresciani alla conquista di Dosso Casina e di Dosso Remit


Il nostro egregio amico Davide Valerio, cassiere del Gruppo Nazionalista bresciano, partito per il fronte allo scoppiare della guerra col "Battaglione Lombardo dei volontari ciclisti è automobilisti", ci manda la seguente lettera che siamo lieti di pubblicare, poiché, come i nostri lettori vedranno, contiene interessanti particolari sul contegno dei volontari bresciani che parteciparono alla recente conquista di Dosso Casina e di Dosso Remit. Ecco la lettera dell'amico Valerio:

Li 5 novembre 1915.

Carissimo,

Il Corriere della Sera ed il Secolo di ieri riportano lunghe descrizioni del brillante, vittorioso combattimento a cui prese parte il Battaglione Lombardo V.C.A., e che ebbe come risultato la conquista dei Dossi Remit e Casina. Siccome i suddetti giornali non dicono nelle loro estese relazioni che unitamente ai milanesi combatté, e con onore, un forte manipolo di bresciani, ti sarò grato se in un prossimo numero della Sentinella vorrai parlare della bella prova data dai Volontari bresciani, affinché la cittadinanza bresciana sappia che quei giovani che con tanto entusiasmo essa salutò nello scorso luglio alla loro partenza da Porta Venezia, seppero corrispondere alla grande fiducia che tutti avevano riposto in loro. Alla conquista dei Dossi Casina e Remit presero parte anche una settantina di Volontari Alpini della Val d’Adige. Questi forti, ardimentosi soldati, che non temono il pericolo, che la morte non rattrista, seppero in questo combattimento farsi ammirare per le loro eroiche imprese. Alcuni giorni prima dell’occupazione di quella importanti posizioni alcune pattuglie di quei baldi Alpini riuscirono a passare i reticolati nemici e ad avvicinarsi alle trincee austriache e ritornare poi con delle preziose informazioni che riuscirono grandemente utili nello svolgimento della nostra vittoriosa azione. Nella notte che precedette la conquista dei due Dossi furono nuovamente i Volontari Alpini, e fra questi sempre si trovavano due bresciani, il sig. Giovanni Battista Canali e il sig. Angelo Timini che con tubi di gelatina riuscirono, sotto l'infuriare della fucileria austriaca, a distruggere parecchi ordini di reticolati nemici, permettendo così che la nostra irruzione su quelle posizioni si svolgesse incontrastata. I bresciani del nostro Battaglione per ricordare la memoria del compagno Colombo Angelo di Milano che perì in quel combattimento, versarono alla Croce Rossa di Milano L. 100 affinché questa lo iscriva fra i propri Soci Perpetui. Altro non restami che salutarti cordialmente.

Davide Valerio

sentinella 1915-11-07